Affitti brevi e airbnb nel 2022: cosa cambierà – Easylife House

Affitti brevi e airbnb nel 2022: cosa cambierà

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Affitti brevi e airbnb nel 2022: cosa cambierà

Si passi ad analizzare nel presente articolo come i cambiamenti introdotti dalla piattaforma Airbnb a partire dal 2022 influenzeranno il mercato degli affitti brevi.

Airbnb e imposta di soggiorno

La novità più grande a partire dal 2022 nell’ambito degli affitti brevi riguarda l’imposta di soggiorno, che verrà raccolta direttamente dalla piattaforma più importante nell’ambito degli affitti brevi, ovvero Airbnb. E’ note che comuni e gli enti per riscuotere l’imposta dovranno registrarsi ad una piattaforma. La decisione è stata presa il 10 Novembre in occasione dell’assemblea nazionale dell’ANCI (associazione nazionale comuni italiani), tenutasi a Parma. Chris Lehane, Senior Vice President of Global Policy and Communications di Airbnb, ha annunciato un accordo tra Airbnb e l’ANCI, in virtù del quale, a partire dal 1 Marzo 2022, Airbnb si impegna a raccogliere l’imposta di soggiorno in tutta Italia; e a fare i versamenti nell’ambito degli affitti brevi per tutti gli Host e i comuni che ne faranno richiesta.

L’obbiettivo di questo accordo è, attraverso la digitalizzazione dell’imposta di soggiorno, semplificare l’operazione di registrazione. Quindi a partire dal 2022 Airbnb metterà a disposizione, sia di tutti gli Host, sia dei comuni che abbiano istituito l’imposta di soggiorno, strumenti di pagamento digitali attraverso i quali effettuare la riscossione. Inoltre, nell’ambito degli affitti brevi, Airbnb provvederà al riversamento agli enti ed ai comuni che hanno deciso di aderire al programma. Il riversamento è possibile soltanto se il comune o l’ente si sono registrati ad un portale dedicato. Tale portale si ricordi che verrà presentato e comunicato nei prossimi mesi dall’ANCI e da Airbnb, che si sono impegnati in una attiva campagna di pubblicizzazione. Si ricordi inoltre che tutti i comuni interessati alla registrazione al portale possono chiedere informazioni direttamente sul sito dell’ANCI assistenza.comunicare@anci.it.

Attualmente in Italia ci sono 1100 enti che hanno istituito l’imposta di soggiorno. Non si dimentichi che sulla base dei dati elaborati dalla fondazione Fondazione IFEL ANCI per la Finanza Locale su dati Siope e BDAP, tale numero è cresciuto notevolmente negli ultimi tempi, grazie al boom del mercato degli affitti brevi, ed in particolare ad un riversato che solo nel 2019 ha raggiunto i 604 milioni di euro. E’ noto che di questi 604 milioni 298 derivano dalle 10 destinazioni turistiche più ambite in Italia, e 117 dalla sola città di Roma. Inoltre si ricordi che secondo la legge, i comuni ed enti che hanno la facoltà della richiesta dell’imposta di soggiorno sono quasi 6000.

A questi numeri ha contribuito in maniera determinante Airbnb. Infatti ancor prima di avviare l’accordo con l’ANCI, Airbnb negli ultimi anni si è attivato per protocolli d’intesa con le maggiori destinazioni in Italia. Semplificando di molto le procedure di riscossione dell’imposta di soggiorno, ed allo stesso tempo, quindi, contribuendo indirettamente ad un riversato, statistiche alla mano, di circa 22 milioni di euro.

Si consiglia di consultare per maggiori informazioni il nostro  sito   www.easylife.house/contatti oppure di contattarci al numero +39 3409704848, o se preferite scriveteci al seguente indirizzo info@easylife.house

Imposta di soggiorno: semplificazione e digitalizzazione

Tuttavia la decisione di trovare un accordo con l’ANCI nasce dalla situazione venutasi a creare nel post pandemia. Che ha portato ad un aumento della richiesta del numero degli enti da una parte, e dalla dispersione dei flussi turistici dall’altra. Si ricordi che i sopra citati cambiamenti che avranno impatto sul mercato degli affitti brevi a partire dal 2022 rappresentano uno strumento finalizzato a semplificare, da un punto di vista burocratico, le convenzioni con ogni singolo comune. La pandemia ha comportato una rivoluzione in ambito turistico, in virtù della suddivisione in zone bianche, rosse ecc… Nello specifico ha generato una dispersione del turismo, che a sua volta, rovesciando i tradizionali paradigmi, ha creato nuove opportunità. Per venire incontro a queste nuove opportunità si è deciso di semplificare l’iter buracratico, andando incontro al lavoro degli Host e delle amministrazioni. La previsione per il futuro è quella di un espansione in Italia, soprattutto nell’ambito del mercato degli affitti brevi, senza precedenti.

La digitalizzazione e la semplificazione dell’imposta di soggiorno, fa parte di un piano più ampio organizzato da Airbnb che prevede la formazione di un turismo sostenibile e responsabile. E’ noto che all’interno di questo programma sono state elaborate una serie di proposte finalizzate ad accelerare la ripresa del settore. Si passi ora ad elencare nell’ordine tutte queste proposte:

  • Sulle piattaforme digitali possono essere pubblicati solo annunci provvisti di codice identificativo;
  • Comunicazione dei dati degli Host alle autorità, il cosiddetto “Data Shering”;
  • Collaborazione con gli enti per rilanciare il turismo in Italia. Facendo leva sui punti di forza del turismo in Italia post pandemia (Smart working e soggiorni a lungo termine, nomadi digitali). In questa direzione già sono state avviate collaborazioni importanti con il comune di Milano, per la promozione di contratti ad uso di locazione abitativa transitoria, e con il comune di Firenze per promuovere le cosiddette esperienze locali autentiche;
  • Infine l’utilizzo degli strumenti digitali al fine di promuovere esperienze abitative nel più totale rispetto della sicurezza e della tranquillità tanto degli ospiti quanto dei residenti. All’interno di un progetto ed una idea forte di buon vicinato.

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