Affitti brevi e burocrazia: aggiornamento sulla tassazione – Easylife House

Affitti brevi e burocrazia: aggiornamento sulla tassazione

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Affitti brevi e burocrazia: aggiornamento sulla tassazione

Nel presente articolo si passi ad analizzare tutti i passaggi relativi al rapporto tra affitti brevi e burocrazia. Un vademecum molto utile per coloro che decidono di destinare una seconda casa ad affitto breve.

Affitti brevi e tasse

Nel rapporto tra affitti brevi e burocrazia si passi ad analizzare come primo aspetto la tassazione. Nell’ambito della tassazione relativa agli affitti brevi esistono adempimenti previsti dalla legge italiana che è necessario conoscere. Essere presenti su un portale dedicato agli affitti brevi è soltanto il primo passo per mettere a reddito un immobile. La tassazione e gli adempimenti fiscali sono interconnessi allo stato, al comune dove è ubicato l’immobile, alla regione e all’Agenzia delle entrate. Il presente articolo vuole delineare un sintetico vademecum su affitti brevi e burocrazia  con particolare enfasi su fisco e tasse.

La normativa relativa agli affitti brevi per l’apertura di una casa vacanza cambia da comune a comune, quindi bisogna chiedere al comune di riferimento circa la procedura da seguire per l’apertura di una casa vacanza. Inoltre la casa vacanza può essere gestita in modo imprenditoriale o non imprenditoriale. In quest’ ultimo caso non bisogna possedere più di tre unità e l’attività non può essere svolta in maniera continuativa.

Si voglia ora fare un esempio pratico e si passi quindi ad analizzare tutti i passaggi che portano all’apertura di una casa vacanza.

Il primo passaggio consiste ne collegarsi al sito www.impresainungiorno.gov.it (il sito ufficiale del SUAP, lo Sportello Unico della Attività Produttive) per comunicare l’avvio di un appartamento destinato a casa vacanze (la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Il secondo passaggio consiste nella comunicazione dei prezzi applicati e nell’esporre tali prezzi in almeno due lingue all’interno dell’abitazione.

Terzo passaggio. Ottenere il CIR, ovvero il codice identificativo regionale da adottare per tutte le strutture ricettive extra alberghiere. Il CIR deve essere inserito anche sul sito di promozione della propria casa vacanza, ad esempio Airbnb. Il CIR si ottiene direttamente dal portale preposto dalla regione di appartenenza. Nel caso in cui si decida di aprire una casa vacanza senza CIR, le multe possono arrivare dalle 500 alle 2500 euro.

Il quarto passaggio consiste nel comunicare alla questura le generalità degli ospiti. Tale comunicazione deve avvenire entro le 24 ore successive al giorno di arrivo e deve essere eseguita sul portale alloggiati della polizia dello stato. Per snellire tutte queste operazioni è consigliabile scaricare un file dal portale della regione turismo 5 da caricare direttamente sul portale alloggiati.

Il quinto passaggio è relativo al fisco ed alle tasse, dal momento che quando si possiede un reddito si devono necessariamente pagare delle tasse. La prima tassa è quella relativa alla tassa di soggiorno. Nel comune di Milano la tassa di soggiorno equivale a 3 euro a notte a persona per un totale di 14 notti. Se però l’appartamento viene pubblicizzato su Airbnb, sarà il portale stesso ad occuparsi della riscossione e del versamento della tassa.  E’ noto che sugli affitti brevi esiste un’agevolazione. Si tratta della cedolare secca del 21% a carico del proprietario. Nel caso in cui ci si affidi ad un intermediario, con il ruolo di ricevere il canone d’affitto, sarà l’intermediario stesso a versare la cedolare secca. Gli intermediari sono portali on line di prenotazione, oppure property manager. Easylife house è una società d’intermediazione nell’ambito degli affitti brevi formata da professionisti del settore.  La cedolare secca deve essere versata nel mese successivo alla prenotazione tramite modello F24. All’agenzia delle entrate inoltre bisognerà inviare i dati dei contratti conclusi.

E’ possibile ottenere informazioni relative alla cedolare secca consultando la circolare 24/E del 12 ottobre 2017 dell’Agenzia delle Entrate e la risoluzione 88/E del 5 luglio 2017.

Si consiglia di consultare per maggiori informazioni il nostro  sito   www.easylife.house.com oppure di contattarci al numero 3409704848, o se preferite scriveteci al seguente indirizzo info@easylife.house

Affitti brevi e burocrazia

Sempre relativamente al regime fiscale il locatore può scegliere tra regime ordinario e cedolare secca. In caso di cedolare secca, si ha la possibilità di pagare un’imposta sostitutiva applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione stabilito nel contratto. Si tratta di un tipo di regime in virtù del quale il reddito che viene assoggettato alla cedolare secca viene escluso dal reddito complessivo. Altro vantaggio legato alla cedolare secca è che non si dovranno pagare imposta di registro ed imposta di bollo previste dal contratto di affitto.

Si passi ad elencare gli altri adempimenti burocratici al di fuori del discorso tasse.

Primo tra tutti la forma del contratto transitorio. Il contratto transitorio è sostanzialmente una forma di contratto libero. Ma è necessaria una clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto la documentazione e l’attestato relativi all’attestazione di prestazione energetica (APE).

Canone di locazione. Ad eccezione di alcune zone all’interno delle quali il canone viene determinato da accordi territoriali, in linea di massima il corrispettivo previsto è frutto di un accordo tra il locatore e il conduttore.

Registrazione del contratto. Il contratto deve essere registrato all’agenzia delle entrate. A tal fine è possibile utilizzare i servizi online del portale dell’Agenzia delle Entrate, richiedere la registrazione recandoti presso l’ufficio territoriale di competenza (compilando il modello RLI) o dando l’incarico ad un intermediario abilitato (come un professionista o un CAF).

Cessione del fabbricato. Si tratta di un obbligo che va a capo di chi cede la proprietà o il godimento o consenta a qualsiasi titolo l’uso esclusivo dell’immobile. Tale obbligo è stato sostituito dalla registrazione dei contratti ma solo per i cittadini della comunità europea, per i cittadini extra comunitari rimane l’obbligo della comunicazione. Comunicazione che avviene all’Autorità di Pubblica Sicurezza (Questura) o in Comune per darne comunicazione (tramite la presentazione di un modulo con allegata la registrazione del contratto di affitto e i documenti di entrambi).

Imposta di bollo ed imposta di registro. Ogni qual volta ci si trova a firmare un contratto di affitto, qualsiasi contratto di affitto è necessario pagare un imposta di bollo o un imposta di registro.

Per contatti: www.easylife.com; Tel. 3409704848; mail info@easylife.house

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