Affitti brevi e decreto Aiuti: l’opinione pubblica è divisa sul nuovo emendamento – Easylife House

Affitti brevi e decreto Aiuti: l’opinione pubblica è divisa sul nuovo emendamento

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Affitti brevi e decreto Aiuti: l’opinione pubblica è divisa sul nuovo emendamento

Nel presente articolo si pasi ad analizzare l’impatto del nuovo decreto Aiuti nel mondo degli affitti brevi. Riguardo al nuovo emendamento ci sono molte posizioni favorevoli e contrarie.

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Il decreto Aiuti è un decreto che ha delle ricadute importanti sul mercato degli affitti brevi a Venezia. Attraverso il decreto sono stati generati dei limiti al numero degli immobili ed alla durata delle locazioni nel centro storico di Venezia. L’obbiettivo del decreto Aiuti è quello di porre un freno al proliferare delle conversioni ad uso turistico degli immobili al fine di preservare la residenzialità. Una situazione che ha creato da una parte il favore degli inquilini delle locazioni residenziali, dall’altra lo sdegno e la furia dei gestori delle locazioni turistiche che vivono sul turismo a Venezia.

Nell’ambito degli affitti brevi l’emendamento 37 bis al decreto Aiuti rischia di fare da apri pista in Italia per porre un limite ad un segmento di mercato all’interno del quale manca una vera e propria regolamentazione. E non è un caso che tale decreto trovi come prima base operativa proprio Venezia, dal momento che Venezia conta circa 8 mila immobili affittati ai turisti. La situazione attuale, si parla su scala mondiale, è quella di grandi città turistiche all’interno delle quali diminuiscono sempre di più le possibilità di affitto per i residenti, di contro aumentano i canoni a dismisura. E’ noto che tali città negli ultimi anni sono state trasformate in veri e propri parchi a tema per turisti mordi e fuggi. Il decreto Aiuti 2022 nasce con l’intento di limitare questa situazione ed andare incontro alle esigenze dei residenti. A farne le spese più di tutti sono i professionisti del settore extra alberghiero.

E’ noto che sarà la giunta comunale a Venezia a regolamentare zona per zona le locazioni turistiche brevi. Si ricordi che esistono delle associazioni in Italia il cui impegno è rivolto ad estendere l’emendamento del decreto Aiuti a tutta la penisola. E’ ancora noto a tal proposito l’impegno degli attivisti della campagna Alta tensione abitativa nella diffusione di una proposta simile a quella contenuta nell’emendamento recentemente approvato per Venezia.

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Decreto Aiuti: favorevoli e contrari

L’emendamento è stato proposto dal deputato veneziano Nicola Pellicani, è stato poi rivisto in un secondo momento alla luce della proposta di legge per la salvaguardia della vivibilità dei centri storici, presentata dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Ed infine è passato anche con il timbro del ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta. L’emendamento ha riscosso il favore di tutte le forze di governo. In base all’ emendamento il comune di Venezia potrà stilare un regolamento in base al quale sarà possibile individuare, con particolare enfasi nel centro storico di Venezia, i limiti massimi per la destinazione di immobili residenziali all’attività di locazione breve. Esi ricordi che i principi dei quali si terrà conto sono relativi a proporzionalità, trasparenza, non discriminazione e rotazione. Inoltre si terrà conto della funzione di integrazione al reddito della locazione breve per i soggetti che svolgono tale attività in relazione ad una sola unità immobiliare. In sostanza il comune deciderà zona per zona quante abitazioni destinare alle locazioni brevi. L’obbiettivo nemmeno troppo celato è quello di favorire gli affitti tradizionali, ovvero quelli di lunga durata a scapito di quelli di breve durata.

L’altro aspetto importante del decreto Aiuti nell’ambito degli affitti brevi è relativo al limite temporale, ovvero entro 120 giorni l’anno le locazioni brevi potranno essere libere. Mentre nella restante parte dell’anno dovranno ricevere l’autorizzazione del comune e saranno subordinate alla volontà della giunta in relazione al mutamento della destinazione d’uso ed alla categoria funzionale dell’immobile. E’ chiaro che in questi ultimi casi il proprietario dell’immobile non potrà usufruire della cedolare secca.

Il decreto Aiuti e la sua applicazione a Venezia ha provocato diversi tipi di reazione nel mondo politico e non. Chiaramente il più soddisfatto di tutti è l’artefice della proposta, il deputato Pellicani, il quale ha più volte affermato che le locazioni brevi erano ormai fuori controllo. Si ricordi che altre ovvie reazioni di consenso arrivano dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dal sindaco di Firenze Nardella, e da Stefano Chiappelli segretario generale del Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari). Netta opposizione invece arriva dalla neonata associazione Bre.Ve composta dai gestori e dai proprietari di locazioni brevi della città di Venezia. L’emendamento è stato definito incostituzionale, lesivo della proprietà privata, e discriminante nei confronti dei cittadini, dalla presidente dell’associazione Bre.Ve Olimpia Scappini. La quale ha annunciato che vi saranno a riguardo nell’immediato futuro numerosi contenziosi legali. Altra forte opposizione è arrivata dall’Aigab (associazione gestori affitti brevi) e da Confedilizia. Quest’ultima attraverso il proprio presidente Giorgio Spaziani Testa ha chiarito la propria posizione, secondo la quale il rilancio degli affitti per uso residenziale non può avvenire attraverso emendamenti puntivi, quali il decreto Aiuti, ma solo attraverso politiche incentivanti. Si voglia ricordare infine che nei prossimi mesi si capirà se l’emendamento applicato a Venezia sarà allargato al resto della penisola come già è accaduto nella maggior parte dei paesi europei.

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